Indice dei contenuti
Indice dei contenuti- Blueprint: Flussi di domanda e offerta nella supply chain
- Perché il blueprint è importante?
- Cos’è un blueprint della supply chain?
- Quali elementi compongono un progetto
- Quali dati raccoglie (o necessita) un progetto?
- A cosa serve un blueprint nella pratica?
- Blueprint: un elemento fondamentale per pianificare la supply chain
Panoramica
Questo articolo spiega cos’è un blueprint della supply chain e perché è importante. Descrive come rappresenti visivamente le reti logistiche, inclusi fornitori, clienti, strutture e flussi di materiali, e come definisca le regole fondamentali che regolano la domanda, l’offerta e il processo decisionale in una supply chain.
In ogni azienda, la supply chain si basa su due tipi principali di flussi: la domanda, che riflette ciò che il mercato richiede, e l’offerta, che mostra come l’organizzazione si rifornisce per soddisfare tale domanda. Nelle strutture più semplici, questi flussi sono di solito facili da seguire: un unico magazzino, pochi fornitori e un canale di vendita diretto al cliente finale. In questi casi, il rapporto tra ciò che viene venduto e ciò che viene acquistato è piuttosto ovvio.
Ma, man mano che l’azienda cresce, aggiunge nuovi centri logistici, apre negozi, amplia i canali di vendita, avvia i propri impianti di produzione o lavora con diversi fornitori, la situazione diventa molto più complicata. Si presentano trasferimenti interni, resi incrociati, rifornimenti tra centri, flussi di produzione ed eccezioni operative, rendendo meno chiaro dove si genera effettivamente la domanda o come vengono rifornite le scorte.
In un ambiente del genere, affidarsi solo all’intuito o a una visione parziale dei dati può portare a fraintendimenti e decisioni di pianificazione poco affidabili. Ecco perché molte aziende usano uno strumento fondamentale: il blueprint. Questo strumento offre una rappresentazione strutturata e chiara di tutti i flussi di domanda e offerta che definiscono il funzionamento effettivo della supply chain.
Perché il blueprint è importante?
In tanti progetti di ottimizzazione, si inizia a parlare di previsioni, scorte o servizi senza avere le idee chiare su come funzionano davvero la domanda e l’offerta all’interno dell’azienda. Il risultato è spesso prevedibile: modelli difficili da spiegare, indicatori che non tornano e decisioni che creano più confusione che valore.
È qui che entra in gioco il blueprint. Non si tratta di un dashboard o di un report KPI, ma di qualcosa di più fondamentale e allo stesso tempo più strategico: una mappa chiara e condivisa di come funziona la rete logistica dell’azienda.
In questo articolo spieghiamo cos’è un blueprint, quali informazioni raccoglie, a cosa serve e perché è una parte fondamentale di qualsiasi progetto di pianificazione e ottimizzazione.
Cos’è un blueprint della supply chain?
Un blueprint è una rappresentazione strutturata della rete logistica e dei flussi che la attraversano. Descrive, in modo visivo e logico, come sono collegati gli elementi:
- Centri logistici e di produzione
- I clienti
- Fornitori
- Flussi di domanda
- Flussi di fornitura
- Movimenti interni
Il suo scopo non è quello di descrivere in modo super dettagliato i processi operativi, ma piuttosto di definire le regole del gioco: cosa si intende per domanda, cosa per offerta, quali movimenti consumano le scorte e dove vengono prese le decisioni.
In altre parole, il progetto risponde alla domanda: “Come funziona la nostra supply chain?”.
Quali elementi compongono un progetto
Anche se ogni azienda ha le sue complessità, la maggior parte dei progetti ha gli stessi elementi.
1. Nodi di rete
Questi sono i posti dove si tiene la merce o si prendono le decisioni:
- Magazzini centrali.
- Filiali o magazzini regionali.
- Fabbriche o impianti di produzione.
- Centri di materie prime.
- Piattaforme esterne o 3PL (se presenti).
Ogni nodo deve avere un ruolo chiaro: un centro che vende ai clienti finali non è uguale a uno che si occupa solo di ridistribuire tra magazzini o altri siti di produzione.
2. Flussi di domanda
Il progetto chiarisce quali movimenti rappresentano la domanda effettiva. Di solito include:
- Ordini di vendita ai clienti.
- Resi, che riducono la domanda netta.
Uno dei vantaggi principali del progetto è che fa sì che la domanda venga calcolata in modo coerente, per esempio:
Domanda = Vendite – Resi
3. Flussi di fornitura
Questo rappresenta tutti i modi in cui le scorte entrano nella rete:
- Acquisti da fornitori esterni.
- Produzione interna.
- Entrate da altri centri.
Il progetto separa chiaramente la domanda dall’offerta, il che è fondamentale per non confondere il consumo con il rifornimento.
4. Relazioni tra i centri
Il progetto mostra chi rifornisce chi:
- Quali magazzini vengono riforniti da un magazzino centrale.
- Quali centri possono comprare direttamente.
- Da dove viene la produzione.
- Dove vengono raggruppate le scorte.
Questo è particolarmente importante in ambienti con più magazzini o più livelli, dove un’interpretazione errata di queste relazioni può incasinare tutto il processo di pianificazione.
Quali dati raccoglie (o necessita) un progetto?
Anche se il blueprint di solito è un diagramma visivo, la sua utilità non dipende dal disegno in sé, ma dalla qualità e dalla coerenza delle informazioni che ci sono dietro.
Di seguito, riassumiamo i principali blocchi di informazioni che dovrebbero essere identificati per costruire un blueprint utile:
A cosa serve un blueprint nella pratica?
Il blueprint elimina gli errori strutturali nella pianificazione. È comune trovare modelli in cui i trasferimenti interni vengono trattati come vendite, i resi non vengono sottratti correttamente o gli acquisti vengono confusi con il consumo effettivo. Questi errori, spesso invisibili a prima vista, distorcono le previsioni e portano a decisioni inaffidabili sulle scorte. Definire in modo esplicito quali movimenti generano domanda e quali generano offerta previene questi problemi alla fonte.
Un altro aspetto importante è che il progetto aiuta a capire bene la domanda per ogni centro, cosa che è super importante nelle reti con un magazzino centrale e delle filiali. In questi casi, la domanda dal magazzino centrale non riguarda solo le vendite dirette, ma anche il rifornimento dei centri satellite. Senza questa distinzione, il magazzino centrale sembra spesso troppo grande e le filiali sottoutilizzate, mentre in realtà il problema è come si misura il consumo.
Esempio pratico di un modello e come interpretarlo
Questo diagramma mostra un tipico schema logistico con un magazzino centrale, negozi e clienti, e spiega quali movimenti creano domanda e quali no.
Il magazzino centrale viene rifornito dai fornitori. Questo flusso aggiunge scorte, ma non è domanda, è offerta. Il magazzino rifornisce i negozi che consumano le loro scorte, ma questa non è domanda reale.
I negozi vendono ai clienti finali e queste vendite costituiscono la domanda più visibile nel sistema. Quando un cliente restituisce un prodotto, la domanda si riduce poiché le scorte rientrano nella rete.
Il progetto include anche altre operazioni comuni, come i resi dai negozi al magazzino o i trasferimenti tra negozi. Questi flussi non rappresentano la domanda complessiva, anche se influenzano i livelli delle scorte in ogni punto specifico.
La chiave del diagramma è distinguere tra:
- Movimenti che consumano le scorte e generano domanda.
- Movimenti che riforniscono le scorte o regolano l’inventario senza essere domanda.
Grazie a questa distinzione, il modello permette di capire dove c’è davvero domanda ed evitare errori comuni quando si pianifica l’inventario in reti a più livelli.
Blueprint: un elemento fondamentale per pianificare la supply chain
Creare il blueprint è una delle prime cose che facciamo quando iniziamo un progetto con Slimstock. Prima di parlare di previsioni, livelli di scorte o servizio, dobbiamo capire come funzionano davvero domanda e offerta all’interno dell’azienda. Questa mappa ci aiuta ad allineare tutti i team sulla stessa realtà operativa, evitare fraintendimenti e costruire modelli di pianificazione che siano in linea con come funziona davvero la rete logistica.









